CASA FAMIGLIA
CASA FAMIGLIA
DUE PAROLE
SULL’ARCHITETTURA
Sempre nel rispetto di un’etica sostenibile, della cultura tradizionale locale e di impatto ambientale, Federico, che è l’architetto che lo ha progettato, ha scelto di realizzare tutte le costruzioni del Centro in terra cruda. La tipologia costruttiva degli edifici deriva dalla rivisitazione dell’architettura tradizionale Somba, la popolazione che vive nel nord del Paese.
Le fondazioni sono realizzate attraverso la posa a terra di grossi amassi rocciosi, sui quali si innalzano i muri portanti in terra cruda. Gli stessi, derivano dallo scavo del suolo prospiciente l’edificio, senza l’ausilio di mezzi meccanici.
La copertura della maggior parte degli edifici è realizzata in Rafia, una sorta di “paglia” che viene altresì utilizzata dalle popolazioni autoctone per la creazione di ceste e corde.
Gli edifici adibiti a cucina, ove la presenza del fuoco per la cottura degli alimenti renderebbe pericoloso l’utilizzo della Rafia, sono realizzati secondo i parametri dell’architettura in Volta Nubiana, prevedendo la terra cruda per le murature e l’argilla purissima per le volte a botte in copertura.
Ogni costruzione assicura un elevato comfort climatico ed un bassissimo impatto ambientale sul territorio, sia in termini di consumo delle risorse locali che di inserimento paesaggistico.
Il Centro è prima di tutto
la casa dei bambini.
Ci sono le loro camerette con i letti a castello, le culle e gli armadi con le
stelline che si illuminano al buio componendo le loro iniziali sulle ante.
Ci sono gli scivoli, tanta sabbia con cui giocare e una stanza piena di giochi, libri e una casetta di legno in miniatura dove si mettono i risparmi.
Al Centro ci sono una mamma e un papà e delle tate che si prendono cura di loro tutti i giorni, che li crescono e li educano nel rispetto della loro cultura e delle loro tradizioni.
Al Centro c’è chi viene per passare qualche settimana o qualche mese con loro: presenze importanti che si fanno sentire anche da lontano. In alcuni casi ci sono dei parenti che di tanto in tanto passano per salutarli e ricordargli che hanno delle origini.
Ci sono poi anche un direttore, un’assistente sociale, una psicologa, un infermiere e un guardiano che, nonostante i nomi altisonanti, sono semplicemente altri membri di questa grande famiglia che anno dopo anno si è formata al Centro.
Insomma, il Centro è un fermento di vita e di vite che ruota intorno a questi bambini.
Bambini che non sono sempre gli stessi: alcuni sono lì dalla nascita, alcuni sono arrivati già grandicelli, alcuni hanno potuto ritornare dalle loro famiglie, alcuni sono lì solo di passaggio ma che, in ogni caso, che sia per qualche mese o per anni, al Centro hanno trovato una casa per la vita e potranno sempre ritornarci.




